Le donne hanno spesso mani e piedi freddi, ma cuore caldo. Hanno nervi saldi. E
se a volte perdono la testa, finisce che la sbattono contro il muro talmente
tante volte da riuscire ad abbatterlo. Sono timide e riservate, ma poi prendono
confidenza e ti danno l'anima. E se quell'anima gliela avveleni, potresti
perderle per sempre. Le donne sanno guidare e sanno parcheggiare. Hanno le
tette, le gambe, e anche la cellulite e le rughe. Amano gli uomini che le amano,
che le fanno ridere, che le fanno sentire sempre belle, gli uomini che non sono
tirchi né con i soldi né con i sentimenti. Le donne sono curiose, romantiche,
simpatiche. Attaccano solo per difendersi. Sanno che chi semina vento raccoglie tempesta. Sanno che chi si
accontenta non sempre gode. E sanno che per arrivare alle stelle bisogna
passare attraverso le asperità. Sanno perdersi e ritrovarsi. E sanno che la vita
é troppo breve per non credere nei miracoli.
Le donne lo sanno.
http://www.youtube.com/watch?v=dqbv0WITE0Q
domenica 9 marzo 2014
lunedì 3 marzo 2014
Cose che nessuno sa
da "Cose che nessuno sa" di Alessandro D'Avenia.
«Quando è stata l'ultima volta, ragazzi, che avete perso il sonno pensando al viaggio della vita che vi attende? Quando?» Come invasato, senza aspettare la risposta, fissando gli occhi assetati degli studenti aggiunse: «Male! Dovete perdere il sonno sognando il vostro futuro. Il sonno lo perdiamo perché la vita ci fa paura e ci emoziona allo stesso tempo, la vogliamo aggredire e strapparle le sue promesse, ma ne abbiamo paura. Abbiamo paura che ci abbatta, che le speranze restino deluse, che tutto sia stato frutto dell'immaginazione. Dovete perdere il vostro sonno pensando al futuro. Non ne abbiate paura. È segno che state vivendo, che la vita sta entrando in voi.»Quando è stata l'ultima volta, ragazzi, che avete perso il sonno pensando al viaggio della vita che vi attende? Quando?» Come invasato, senza aspettare la risposta, fissando gli occhi assetati degli studenti aggiunse: «Male! Dovete perdere il sonno sognando il vostro futuro. Il sonno lo perdiamo perché la vita ci fa paura e ci emoziona allo stesso tempo, la vogliamo aggredire e strapparle le sue promesse, ma ne abbiamo paura. Abbiamo paura che ci abbatta, che le speranze restino deluse, che tutto sia stato frutto dell'immaginazione. Dovete perdere il vostro sonno pensando al futuro. Non ne abbiate paura. È segno che state vivendo, che la vita sta entrando in voi.»
Il cuore non è altro che una fila di stanze, sempre più piccole, una immette in un'altra attraverso una porta chiusa e scale che scendono. Sono in tutto sette stanze. Il cuore del cuore è la settima, la più difficile da raggiungere, ma la più luminosa perché le pareti sono di cristallo. Gioia e dolore vengono da quella stanza e sono le chiavi per entrarci. Gioia e dolore piangono le stesse lacrime, sono la madreperla della vita, e quel che conta nella vita è mantenere intatto quel pezzetto di cuore, così difficile da raggiungere, così difficile da ascoltare, così difficile da donare, perché lì è tutto vero.
Come può mancarci chi non abbiamo mai avuto? Cosa ci manca veramente: l'altro o una parte di noi stessi? O abbiamo bisogno di qualcuno che ci regali quella parte di noi stessi che ci manca? Sono cose che nessuno sa.
Se parti dalla consapevolezza che la meta è un capolinea, tutto il resto diventa spietatamente chiaro. Non vale la pena affannarsi, la natura va avanti benissimo senza di te, di te se ne fotte. Con la ferrea legge del più forte e quella cinica dell'autoconservazione, inesorabili, il destino di tutto e tutti si compie. L'unica libertà concessa è resistere con dignità fino al capolinea, giocando come il gatto con il topo, consapevoli però di essere il topo, non il gatto e di non avere scampo. Cercare di divertirsi almeno. E poi scendere, soddisfatti. Almeno un poco. Capolinea.
«Quando è stata l'ultima volta, ragazzi, che avete perso il sonno pensando al viaggio della vita che vi attende? Quando?» Come invasato, senza aspettare la risposta, fissando gli occhi assetati degli studenti aggiunse: «Male! Dovete perdere il sonno sognando il vostro futuro. Il sonno lo perdiamo perché la vita ci fa paura e ci emoziona allo stesso tempo, la vogliamo aggredire e strapparle le sue promesse, ma ne abbiamo paura. Abbiamo paura che ci abbatta, che le speranze restino deluse, che tutto sia stato frutto dell'immaginazione. Dovete perdere il vostro sonno pensando al futuro. Non ne abbiate paura. È segno che state vivendo, che la vita sta entrando in voi.»Quando è stata l'ultima volta, ragazzi, che avete perso il sonno pensando al viaggio della vita che vi attende? Quando?» Come invasato, senza aspettare la risposta, fissando gli occhi assetati degli studenti aggiunse: «Male! Dovete perdere il sonno sognando il vostro futuro. Il sonno lo perdiamo perché la vita ci fa paura e ci emoziona allo stesso tempo, la vogliamo aggredire e strapparle le sue promesse, ma ne abbiamo paura. Abbiamo paura che ci abbatta, che le speranze restino deluse, che tutto sia stato frutto dell'immaginazione. Dovete perdere il vostro sonno pensando al futuro. Non ne abbiate paura. È segno che state vivendo, che la vita sta entrando in voi.»
Il cuore non è altro che una fila di stanze, sempre più piccole, una immette in un'altra attraverso una porta chiusa e scale che scendono. Sono in tutto sette stanze. Il cuore del cuore è la settima, la più difficile da raggiungere, ma la più luminosa perché le pareti sono di cristallo. Gioia e dolore vengono da quella stanza e sono le chiavi per entrarci. Gioia e dolore piangono le stesse lacrime, sono la madreperla della vita, e quel che conta nella vita è mantenere intatto quel pezzetto di cuore, così difficile da raggiungere, così difficile da ascoltare, così difficile da donare, perché lì è tutto vero.
Come può mancarci chi non abbiamo mai avuto? Cosa ci manca veramente: l'altro o una parte di noi stessi? O abbiamo bisogno di qualcuno che ci regali quella parte di noi stessi che ci manca? Sono cose che nessuno sa.
Se parti dalla consapevolezza che la meta è un capolinea, tutto il resto diventa spietatamente chiaro. Non vale la pena affannarsi, la natura va avanti benissimo senza di te, di te se ne fotte. Con la ferrea legge del più forte e quella cinica dell'autoconservazione, inesorabili, il destino di tutto e tutti si compie. L'unica libertà concessa è resistere con dignità fino al capolinea, giocando come il gatto con il topo, consapevoli però di essere il topo, non il gatto e di non avere scampo. Cercare di divertirsi almeno. E poi scendere, soddisfatti. Almeno un poco. Capolinea.
martedì 18 febbraio 2014
Dieci
Il dieci è il mio numero preferito. È il numero del giorno
del mio compleanno, è il numero dei campioni, è il numero che rappresenta il
massimo dei voti a scuola.
A scuola…dieci anni fa c’era il nostro ultimo anno di
scuola. C’erano le scritte sui banchi, le dediche nel diario, il gesso per
scrivere alla lavagna, gli auricolari durante storia e filosofia, i nokia 3210,
l’eastpack, i mini trudini attaccati all’eastpack, le cicche in cortile, la
corsa al paninaro, gli incendi ai piumini in primavera, i compiti per casa, i
pomeriggi passati a guardare uomini&donne e amici invece di farli quei
compiti, i giorni di autogestione, una classe intera a ripetizione di
matematica, il soppalco dorato delle cinque terre, la gita a Praga in dicembre (geniale!). C’erano anche i brucioni in
biblioteca per preparare la terza prova, il dispiacere di doversi separare, i nostri
sogni, la paura e la curiosità di quello che sarebbe venuto dopo. E c'erano i corsi per prendere una patente che quest'anno ci tocca già rinnovare!
Cosa abbiamo imparato? Tanto. Di tutte le materie certo, perché il liceo scientifico comunque ti dà una formazione completa. Ma anche tanto al di fuori delle materie che studiavamo: tanto della vita, dell’amore, del rispetto, dell’impegno. I nostri professori a volte non li sopportavamo ma alla fine ci hanno lasciato un po’ la convinzione che la nostra scuola fosse la migliore. E sarò eternamente grata a mia mamma per avermi convinta a cambiare dal grigio ai colori. E i colori ci sono stati dal primo giorno di terza liceo, da quando qualcuno l’ho ritrovato e da quando qualcun altro mi ha stretto la mano con un sorriso per presentarsi. Anzi anche da prima, da quella grigliata pre inizio scuola a Voltabarozzo (voltarometro).
Dopo dieci anni, per tutto quello che ho scritto e per quello che ognuno di voi singolarmente sa..........grazie.
Cosa abbiamo imparato? Tanto. Di tutte le materie certo, perché il liceo scientifico comunque ti dà una formazione completa. Ma anche tanto al di fuori delle materie che studiavamo: tanto della vita, dell’amore, del rispetto, dell’impegno. I nostri professori a volte non li sopportavamo ma alla fine ci hanno lasciato un po’ la convinzione che la nostra scuola fosse la migliore. E sarò eternamente grata a mia mamma per avermi convinta a cambiare dal grigio ai colori. E i colori ci sono stati dal primo giorno di terza liceo, da quando qualcuno l’ho ritrovato e da quando qualcun altro mi ha stretto la mano con un sorriso per presentarsi. Anzi anche da prima, da quella grigliata pre inizio scuola a Voltabarozzo (voltarometro).
Dopo dieci anni, per tutto quello che ho scritto e per quello che ognuno di voi singolarmente sa..........grazie.
domenica 2 febbraio 2014
La grande bellezza
La grande bellezza
è un film di Paolo Sorrentino del 2013 che ha da poco vinto il Golden Globe
come miglior film straniero. Nel film Roma viene ripresa solo di notte e all’alba,
perché la bellezza è un sogno e la bellezza di Roma dura l’istante di uno
scatto fotografico, un attimo che mostra "gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza" e
fugge via.
Cos’è veramente la grande bellezza? Per me, è un’insieme di cose, persone, emozioni.
La grande bellezza è dare un senso tuo alle canzoni, è dare
un senso alle cose e finalmente realizzare. La grande bellezza è anche
realizzarsi.
La grande bellezza è il suono delle campane la domenica mattina, dicembre e Natale, la pizza la domenica sera, dormire finché ne hai voglia, andare dalla parrucchiera e uscire che ti senti bellissima. È stare in compagnia, ma anche stare da soli. È avere tempo per mettersi lo smalto, cucinare, fare la ceretta. La grande bellezza è avere tempo.
La grande bellezza è il suono delle campane la domenica mattina, dicembre e Natale, la pizza la domenica sera, dormire finché ne hai voglia, andare dalla parrucchiera e uscire che ti senti bellissima. È stare in compagnia, ma anche stare da soli. È avere tempo per mettersi lo smalto, cucinare, fare la ceretta. La grande bellezza è avere tempo.
La grande bellezza sono le spiagge della Sardegna,
quell'isola di nome Albarella, le isole in generale e gli uomini che riescono
ad essere un'isola.
La grande bellezza sono i messaggi che tolgono il fiato e gli sguardi che fanno girare la testa.
La grande bellezza sono le albe, ma soprattuto i tramonti. Lucertolarsi al sole, sciare con la benny, non riuscire a smettere di ridere, gli sguardi d'intesa, andare in giro per il centro quando piove e non c'è nessuno per le strade e nei negozi, sono i vestiti, le scarpe, le borse, una giornata d'inverno freddissima ma col sole.
La grande bellezza sono i libri di carta rispetto agli ebook, perché si possono sottolineare le frasi più belle, annusarli, conservarli, piegare le pagine che vuoi rileggere.
La grande bellezza sono i messaggi che tolgono il fiato e gli sguardi che fanno girare la testa.
La grande bellezza sono le albe, ma soprattuto i tramonti. Lucertolarsi al sole, sciare con la benny, non riuscire a smettere di ridere, gli sguardi d'intesa, andare in giro per il centro quando piove e non c'è nessuno per le strade e nei negozi, sono i vestiti, le scarpe, le borse, una giornata d'inverno freddissima ma col sole.
La grande bellezza sono i libri di carta rispetto agli ebook, perché si possono sottolineare le frasi più belle, annusarli, conservarli, piegare le pagine che vuoi rileggere.
La grande bellezza è arrivare a casa e spogliarsi di
vestiti, anelli, orecchini, pensieri, problemi, tutto. E poi ancora le persone
che si tengono per mano, gli abbracci, i baci, le serate nate per caso. Correre
in macchina, cantare in macchina, piangere in macchina.
La grande bellezza è preparare una torta, Leonardo di Caprio
in Titanic e Tom Cruise in Top Gun, i tuoi film preferiti, la scena
finale di Nuovo Cinema Paradiso,
perché puntualmente commuove come la prima volta. Le prime volte.
La grande bellezza è quella soddisfazione immensa di spedire
un carico completo, le sere d'estate silenziose e le sere d'estate accompagnate
dal canto dei grilli, provare vestiti da sposa, i giorni da leone e i giorni da
pecora, le cene a lume di candela, gli occhi blu, dieci anni di biglietti d'amore
in una scatola, gli auguri scritti a mano, le amiche che ti riempiono la vita
di altra vita e i messaggi di cuori.
La grande bellezza è guardare Friends e aver voglia di
essere Rachel, e poi guardare Glee e aver voglia di essere Rachel.
La grande bellezza è avere una sorella, essere scoiattoli e
non scimmie, la mia cover procione dell’Iphone, spotify, Mc Donald’s, gli anni
in motorino sempre in due, gli anni del liceo, studiare per gli esami di
maturità.
La grande bellezza è mettere in linea corpo, mente e
anima....quasi impossibile anche per la mia insegnante di yoga. È fidarsi delle
corde ed essere in equilibrio. L'odore della neve, casa di Oma, quando un gatto
fa le fusa solo per te, la cioccolata calda con la panna, l’atmosfera giusta,
la scelta giusta, le cose che nessuno sa.
La grande bellezza è la poesia nelle canzoni di Battisti e
la passione nelle canzoni di Ligabue. La poesia e la passione, la libertà, la
doccia dopo la spiaggia per scoprire quanto segno del costume ti é rimasto,
l'eleganza innata, l'olio di casa mia, la Germania e la Puglia.
La grande bellezza è il cuore a mille e il cielo in una
stanza. È addomesticare una volpe così sarete amici, la volpe chiaro di luna di
mia nonna, la luna piena e le stelle cadenti, i campi di grano, il profumo dei
capelli appena lavati, i profumi che richiamano i ricordi, la mia sciarpa verde
irlandese di avoca, ascoltare chi ha qualcosa di interessante da dire, dormire
mentre piove.
La grande bellezza sono i viaggi, sia quelli nei luoghi che
quelli nelle persone. Ma anche i viaggi mentali e i sogni ad occhi aperti. La
grande bellezza è New York.
La grande bellezza sono la birra e il vino, perché hanno
dentro la verità.
La grande bellezza è riconoscere ogni mattina nello specchio
quello sguardo di bambina dei filmini di quando eravamo piccoli. E sono anche i
calzini coi conigli sotto gli stivali tacco dieci, perché bambine lo restiamo
un po' tutte.
La grande bellezza sono le parigine, i colpi di fulmine, i
colpi al cerchio e all'anima, è chiudere i cerchi e lasciar andare.
La grande bellezza sono le canzoni che ti cercano perché
vogliono essere ascoltate, anche se tu non le vuoi sentire, le coincidenze e i
segni del destino, mancare, il cuore e la mente, l’esperienza che manca, il lieto fine.
La grande bellezza è aspettare la primavera.
La grande bellezza è aspettare la primavera.
mercoledì 22 gennaio 2014
Un pesce di nome Alice
Il weekend scorso ha ispirato questo post, tra un venerdì al sushi e una domenica al ristorante di pesce. Perfortuna in mezzo c'è stato il sabato all'indiano. Leggendo capirete....
Il nome che porto ha segnato il mio destino culinario dal giorno in cui sono nata. Alice è il nome di un pesce, anche noto come acciuga. E a me, Alice, il pesce non piace da sempre. Il detto "nomen omen" decisamente non funziona nel mio caso, e già da piccolissima rifiutavo gli omogeneizzati al pesce. C'è qualcosa, un gusto che non sopporto, sia nel pesce cucinato che in quello crudo. Con il pesce lesso poi mi partono automaticamente i conati di vomito, sorry non è molto elegante da scrivere.
Immaginate quanto adoro quando qualcuno mi dice "assaggia Ali, vedrai che ti piace, fidati di me" con gli occhi che brillano di speranza. Amore mio, io mi fido di te per tante cose, ma su questo argomento fidati tu di me e arrenditi. I don't like fish. E' una delle mie poche certezze.
Poi c'è anche qualcuno che ha accettato questa mia "pecca" con filosofia, e la sa sfruttare a suo vantaggio. Perchè se ti siedi accanto alla tua amichetta che non mangia niente ad una cena a base di pesce ottieni immancabilmente porzioni doppie di cappesante.
Ho riflettutto...la montagna mi piace ma è il mare il mio elemento. Forse in una vita precedente sono stata un pesce e ora non riesco ad essere cannibale? sono cose che nessuno sa. Però ogni regola che si rispetti ha la sua eccezione, and I love calamari fritti.
Il nome che porto ha segnato il mio destino culinario dal giorno in cui sono nata. Alice è il nome di un pesce, anche noto come acciuga. E a me, Alice, il pesce non piace da sempre. Il detto "nomen omen" decisamente non funziona nel mio caso, e già da piccolissima rifiutavo gli omogeneizzati al pesce. C'è qualcosa, un gusto che non sopporto, sia nel pesce cucinato che in quello crudo. Con il pesce lesso poi mi partono automaticamente i conati di vomito, sorry non è molto elegante da scrivere.
Immaginate quanto adoro quando qualcuno mi dice "assaggia Ali, vedrai che ti piace, fidati di me" con gli occhi che brillano di speranza. Amore mio, io mi fido di te per tante cose, ma su questo argomento fidati tu di me e arrenditi. I don't like fish. E' una delle mie poche certezze.
Poi c'è anche qualcuno che ha accettato questa mia "pecca" con filosofia, e la sa sfruttare a suo vantaggio. Perchè se ti siedi accanto alla tua amichetta che non mangia niente ad una cena a base di pesce ottieni immancabilmente porzioni doppie di cappesante.
Ho riflettutto...la montagna mi piace ma è il mare il mio elemento. Forse in una vita precedente sono stata un pesce e ora non riesco ad essere cannibale? sono cose che nessuno sa. Però ogni regola che si rispetti ha la sua eccezione, and I love calamari fritti.
domenica 12 gennaio 2014
Ricordi in DVD
I bei ricordi sono preziosi. Nessuno di noi si rende conto di quando sta creando un ricordo, e capita che il valore di un istante non lo si riesca ad apprezzare davvero finchè non diventa un ricordo.
I ricordi felici vanno collezionati. Quindi ricordiamoci di ricordare come suggeriva la Kodak, perchè i ricordi sono fotografie scattate con il cuore, ma in alcuni casi sono scene girate da una telecamera...
Da anni mio papà voleva copiare tutti i filmini fatti con la vecchia telecamera su un supporto più moderno, per evitare che si perdessero. Finalmente si è deciso, e così io e mia sorella abbiamo trovato sotto l'albero tanti dvd intitolati "C'era una volta". I soggetti ripresi siamo sempre noi, da sole, con amici, al mare, in montagna, al lago, a casa...Per Natale ho ricevuto tanti regali davvero carini, speciali perchè pensati specialmente per me. Tra tutti, il regalo più bello che ho ricevuto sono dei ricordi. 14 ore di ricordi in dvd.
I ricordi felici vanno collezionati. Quindi ricordiamoci di ricordare come suggeriva la Kodak, perchè i ricordi sono fotografie scattate con il cuore, ma in alcuni casi sono scene girate da una telecamera...
Da anni mio papà voleva copiare tutti i filmini fatti con la vecchia telecamera su un supporto più moderno, per evitare che si perdessero. Finalmente si è deciso, e così io e mia sorella abbiamo trovato sotto l'albero tanti dvd intitolati "C'era una volta". I soggetti ripresi siamo sempre noi, da sole, con amici, al mare, in montagna, al lago, a casa...Per Natale ho ricevuto tanti regali davvero carini, speciali perchè pensati specialmente per me. Tra tutti, il regalo più bello che ho ricevuto sono dei ricordi. 14 ore di ricordi in dvd.
lunedì 6 gennaio 2014
Gli amici sono i fratelli che ti scegli
Ci sono diversi tipi di amici.
Alcuni amici per mille ragioni non li vedi quasi mai, ma sono comunque lì con te e quando finalmente vi incontrate è come se non vi foste mai lasciati. Questa sensazione fa stare tanto bene.
Ci sono anche persone che non definiresti proprio amiche, o perlomeno non ancora. Nei loro confronti senti una connessione forte, anche se le hai conosciute da poco e stanno entrando nella tua vita a piccoli passi. Diciamo che sono amici in divenire, che forse un giorno ti stupiranno per quanto diventeranno indispensabili.
Certi amici fanno un po' del viaggio con te, e poi se ne vanno. E va bene così, perchè ti lasciano comunque nel cuore un sacco di bei ricordi e perchè sai che ti hanno aiutato a diventare la persona che sei.
Dulcis in fundo gli amici di sempre, che restano, e anzi nemmeno ti ricordi quando non c'erano.
"Gli amici sono i fratelli che ti scegli" recitava Mina in un noto spot televisivo. Con loro hai in comune tutto o quanto basta, proprio perchè li hai scelti tu e continui a sceglierli giorno dopo giorno. Sono come mappe che tracciano pezzi della tua storia, ancore di salvezza quando và tutto male, compagni di risate che rendono speciale qualsiasi momento. Con loro puoi parlare veramente per delle ore, ma anche fare un lungo viaggio in macchina senza aprire bocca e senza che quel silenzio faccia rumore. E sono davvero come una seconda famiglia. E così capita che dopo una settimana di vacanza passata insieme torni a casa ma ti manca qualcosa, e capisci che quella sera hai solo voglia di giocare ancora un po' a monopoly con i tuoi amicici.
Alcuni amici per mille ragioni non li vedi quasi mai, ma sono comunque lì con te e quando finalmente vi incontrate è come se non vi foste mai lasciati. Questa sensazione fa stare tanto bene.
Ci sono anche persone che non definiresti proprio amiche, o perlomeno non ancora. Nei loro confronti senti una connessione forte, anche se le hai conosciute da poco e stanno entrando nella tua vita a piccoli passi. Diciamo che sono amici in divenire, che forse un giorno ti stupiranno per quanto diventeranno indispensabili.
Certi amici fanno un po' del viaggio con te, e poi se ne vanno. E va bene così, perchè ti lasciano comunque nel cuore un sacco di bei ricordi e perchè sai che ti hanno aiutato a diventare la persona che sei.
Dulcis in fundo gli amici di sempre, che restano, e anzi nemmeno ti ricordi quando non c'erano.
"Gli amici sono i fratelli che ti scegli" recitava Mina in un noto spot televisivo. Con loro hai in comune tutto o quanto basta, proprio perchè li hai scelti tu e continui a sceglierli giorno dopo giorno. Sono come mappe che tracciano pezzi della tua storia, ancore di salvezza quando và tutto male, compagni di risate che rendono speciale qualsiasi momento. Con loro puoi parlare veramente per delle ore, ma anche fare un lungo viaggio in macchina senza aprire bocca e senza che quel silenzio faccia rumore. E sono davvero come una seconda famiglia. E così capita che dopo una settimana di vacanza passata insieme torni a casa ma ti manca qualcosa, e capisci che quella sera hai solo voglia di giocare ancora un po' a monopoly con i tuoi amicici.
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