domenica 21 settembre 2014

Il pozzo nel deserto

Eravamo all'ottavo giorno della mia panne nel deserto, e avevo ascoltato la storia del mercante bevendo l'ultima goccia della mia provvista d'acqua: "Ah!" dissi al piccolo principe, "sono molto graziosi i tuoi ricordi, ma io non ho ancora riparato il mio aeroplano, non ho più niente da bere, e sarei felice anch'io se potessi camminare adagio adagio verso una fontana!" "Il mio amico la volpe, mi disse..." "Caro il mio ometto, non si tratta più della volpe!" "Perché?" "Perché moriremo di sete..." Non capì il mio ragionamento e mi rispose "Fa bene l'aver avuto un amico, anche se poi si muore. Io, io sono molto contento d'aver avuto un amico volpe..." Non misura il pericolo, mi dissi. Non ha mai ne fame, ne sete. Gli basta un po' di sole... Ma mi guardò e rispose al mio pensiero:
"Anch'io ho sete.. cerchiamo un pozzo..." Ebbi un gesto di stanchezza: è assurdo cercare un pozzo, a caso, nell'immensità del deserto. Tuttavia ci mettemmo in cammino. Dopo aver camminato per ore in silenzio, venne la notte e le stelle cominciarono ad accendersi. Le parole del piccolo principe danzavano nella mia memoria. " Hai sete anche tu?" gli domandai. Ma non rispose alla mia domanda. Mi disse semplicemente: "Un po' d'acqua può far bene anche al cuore..." Non compresi la sua risposta, ma stetti zitto... sapevo bene che non bisognava interrogarlo. Era stanco. Si sedette. Mi sedetti accanto a lui. E dopo un silenzio disse ancora: " Le stelle sono belle per un fiore che non si vede..." Risposi: "Già," e guardai, senza parlare, le pieghe della sabbia sotto la luna. "Il deserto è bello," soggiunse.
Ed era vero. Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio..."Ciò che abbellisce il deserto," disse il piccolo principe, "è che nasconde un pozzo in qualche luogo..." Fui sorpreso di capire d'un tratto quella misteriosa irradiazione della sabbia. Quando ero piccolo abitavo in una casa antica, e la leggenda raccontava che c'era un tesoro nascosto. Naturalmente nessuno ha mai potuto scoprirlo, ne forse l'ha mai cercato. Eppure incantava tutta la casa. La mia casa nascondeva un segreto nel fondo del suo cuore... "Sì, " dissi al piccolo principe, "che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza è invisibile." "Sono contento," disse il piccolo principe, "che tu sia d'accordo con la mia volpe." Incominciava ad addormentarsi, io lo presi tra le braccia e mi rimisi in cammino. Ero commosso. Mi sembrava di portare un fragile tesoro. Mi sembrava pure che non ci fosse niente di più fragile sulla Terra. Guardavo, alla luce della luna, quella fronte pallida, quegli occhi chiusi, quelle ciocche di capelli che tremavano al vento, e mi dicevo: "Questo che io vedo non è che la scorza. Il più importante e invisibile..." E siccome le sue labbra semiaperte abbozzavano un mezzo sorriso mi dissi ancora: " Ecco ciò che mi commuove di più in questo piccolo principe addormentato: è la sua fedeltà a un fiore, è l'immagine di una rosa che risplende in lui come la fiamma di una lampada, anche quando dorme..." E lo pensavo ancora più fragile. Bisogna ben proteggere le lampade: un colpo di vento le può spegnere...E così, camminando, scoprii il pozzo al levar del sole.

Il Piccolo Principe, capitolo XXIV, Antoine de Saint-Exupéry

domenica 14 settembre 2014

Che Ci Importa Del Mondo

"Sai che l'amore per certi versi fa schifo. Che sa essere il più raffinato dei sentimenti e il più rozzo dei cafoni. Che può fare di te il più fesso dei babbei e il più spietato dei menefreghisti. Mi ricordo tutto. E ogni tanto, quando l'amore mi manca, vado a rileggermi la lista delle cose che non mi mancano, provando per un attimo un sollievo profondo e rigenerante. Eccola, la lista. [.......................................]
Non mi manca l'amore, quando tutto si complica senza una ragione evidente. Quando una storia smette di filare liscia, quando non ci si capisce più e non sai perché. Come quando cuffie, collane o asticelle degli occhiali lasciati sul fondo di una borsa si annodano tra di loro, costruendo giri, intrecci, grovigli di un'ingegnosità sorprendente e tu ti domandi come sia possibile che un anellino di due centimetri si sia infilato in un ciondolo di sei. Non mi manca l'amore quando non lo capisci più.
Nonostante la fredda lista, la mia lucidità e la consapevolezza piena che l'amore ingiallisce e chiede il conto ed è disseminato di corde tese lungo il cammino, nonostante me ne stia sullo scoglio più alto a guardare gli altri che annaspano, mi manca l'amore. Anche solo per rivivere l'attimo, quel solo attimo, quando ti innamori, quello in cui capisci tutto, prima di non capire più nulla".

Selvaggia Lucarelli




giovedì 31 luglio 2014

Alluvione e Dinosauri

“Per chi ci ha messo il cuore e altrettanto cuore non ha trovato, per chi si è sbagliato e ci ha messo troppo sale, per chi non avrà pace finché non riuscirà a scoprire in quale maledetto barattolo hanno nascosto lo zucchero, per chi rischia di annegare nella piccola alluvione delle sue lacrime. Siamo qui con voi e, nonostante tutto, come voi siamo vivi.”  
 
“Da un sacco di tempo tutti si affannano a cercare di capire il motivo della loro estinzione. Si chiedono perché questi animali che dominavano il mondo di colpo siano scomparsi. Forse fra tutte le spiegazioni la più valida è anche la più semplice. Forse sono morti perché sono impazziti tutti quanti. Proprio come noi. Ecco cosa siamo, nient'altro che dei piccoli dinosauri. E la nostra pazzia prima o poi sarà la causa della nostra fine.”  
 
da "Io Uccido" di Giorgio Faletti
 
 



 



 

martedì 22 luglio 2014

Vivere al centro

"Ogni bambino cerca un po' di quell'uomo che sarà,
ogni uomo cercherà un po' di quel bambino che è stato,
nell'illusione che un giorno forse la vita si potrà vivere solo al centro,
là dove il sole e la luna smetteranno di rincorrersi."





sabato 21 giugno 2014

Estate

"Vedo nuvole in viaggio
che hanno la forma delle cose che cambiano,
mi viene un po' di coraggio
se penso che le cose poi non rimangono mai

Come sono agli inizi
duemilatredici duemilaquattordici un nuovo solstizio,
se non avessi voluto cambiare
oggi sarei allo stato minerale

Mi butto, mi getto
tra le braccia del vento
con le mani ci faccio una vela
e tutti i sensi, li sento

Più accesi più vivi,
come se fosse un'antenna sul tetto
che riceve segnali
da un mondo perfetto

Sento il mare dentro a una conchiglia
estate
l'eternità è un battito di ciglia.
Sento il mare dentro a una conchiglia
estate
l'eternità è un battito di ciglia

Faccio file di files
e poi le archivio nel disco per ripartire
non li riaprirò mai,
il passato è passato nel bene e nel male

Come un castello di sale
costruito sulla riva del mare,
niente resta per sempre nel tempo
uguale (e meno male)

Mi butto, mi getto
tra le braccia del vento,
con le mani ci faccio una vela,
aeroplani coi libri di scuola

Finita, per ora
inclinato come l'asse terrestre
voglio prendere il sole
è il programma del prossimo trimestre

Sento il mare dentro a una conchiglia
estate
l'eternità è un battito di ciglia
Sento il mare dentro a una conchiglia
estate
l'eternità è un battito di ciglia

Come un'orbita la vita mia
gira intorno a un centro d'energia,
sento il tuo respiro
che mi solleva
è una vita nuova

Sento il mare dentro a una conchiglia
estate
l'eternità è un battito di ciglia
Tutto il mare è dentro una conchiglia
l'eternità è un battito di ciglia

E tutto il mondo è la mia famiglia oh-o
famiglia eh-e
estate, estate

Ma che caldo, ma che caldo, ma che caldo fa
Ma che caldo in questa città
Ma che caldo, ma che caldo, ma che caldo fa
Ma che caldo in questa città."

Jovanotti




giovedì 19 giugno 2014

Sii dolce con me. Sii gentile.

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci -
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore. nei libri.

Mariangela Gualtieri

L'isola che non c'è

E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te...